Perpetual Minority

Negli ultimi giorni, lo sport preferito dai conservatori Usa – e dai simpatizzanti repubblicani in genere – sembra essere diventato quello di dividersi (in modo anche sgradevole) sulle primarie del GOP in Delaware previste per domani. Meglio la “pura” (e con ogni probabilità  ineleggibile) Christine O’Donnell, beniamina dei Tea Party, o il “liberal” (e con ogni probabilità  destinato alla vittoria) Mike Castle? I sondaggi prevedono un testa a testa. E i pundits di destra si scambiano insulti in ogni angolo del cyberspazio, per la gioia dei soliti noti. Noi, come scrive Paul Mirengoff di Powerline (che appoggia Castle) in una replica a Mark Levin (che appoggia O’Donnell), restiamo fedeli al celebre motto di William F. Buckley Jr.: «I conservatori dovrebbero appoggiare il più conservatore, o il meno liberal, dei candidati che hanno una chance di vincere». Fare altrimenti, come scrive John H. Hinderaker (uno dei co-blogger di Powerline), «è un biglietto di sola andata per uno status di eterna minoranza». E questo dovrebbe dispiacere a tutti i conservatori. Anche quelli più “puri”.

UPDATE. La contro-replica di Mark Levin.
UPDATE/2. La contro-contro-replica di Mirengoff.
UPDATE/3. «Everyone get a grip. Take a deep breath. Fight your best fight. Make your best arguments. Wait for the votes to be counted. Then march on and move forward». Un invito alla calma di Michelle Malkin (che sostiene O’Donnell).