Black Ops II

Non è un caso che qualcuno preferisca Medal of Honor al pluridecorato Call of Duty. L’ultimo videogame della saga, Black Ops II, sembra in effetti un vero e proprio tributo all’America liberal e al suo ultimo mito: Barack Obama. Il web sorvola su questo dettaglio e negli ultimi giorni si concentra su un altro aspetto in cui si imbatte quando si inizia a giocare: il breve cameo che vede protagonista il Generale David Petraeus. In un lontano 2025, l’eroe dimessosi da capo della Cia lo scorso venerdì, risorge in abiti civili interpretando il ruolo di Segretario alla difesa, sotto l’amministrazione di un presidente donna del tutto simile, nei tratti, a Hilary Clinton. Il video in cui compare Petraeus si svolge su una portaerei denominata non a caso Obama.

Il gioco è stato prodotto dalla coppia Activision, Treyarch e gli ideatori devono aver pensato che un generale a 4 stelle avrebbe contribuito a far crescere la statura del prodotto. La beffa puntualmente è arrivata e a pochi giorni dalla caduta rovinosa dell’eroe americano, è molto difficile se non impossibile immaginare un suo ritorno in grande stile nella realtà. Lo sparatutto, fedele riproduttore delle dinamiche belliche sia per le armi che per le strategie proposte, dà un tocco di attualità al capitolo fantasy della saga. La comparsa del generale dura appena pochi minuti. Petraeus nel primo dei due filmati in cui compare riceve un prigioniero, probabilmente un terrorista di al Qaeda.

Nel gioco i riferimenti all’America sono diversi. Cenni storici agli anni ’80, una velata critica alla campagna Usa in Nicaragua, quando Reagan si schierò in prima persona a sostegno dei guerriglieri Contras e si oppose all’Iran rivoluzionario. Si fa riferimento alla spedizione dell’esercito a Panama per combattere il regime militare di Manuel Noriega e il traffico di droga gestito dal generale conosciuto come “Faccia d’ananas” per il suo volto butterato.

Non c’è ovviamente alcun riferimento allo scandalo che coinvolge oggi i vertici militari Usa. Nessun accenno ai fatti di Benghasi, a Paula Broadwell, la biografa/amante di Petraeus, né a Jill Kelley, la donna che l’ex capo della Cia avrebbe corteggiato indirizzandole email a luci rosse. Il generale compare una seconda volta a bordo di una versione futuristica dell’elicottero presidenziale Marina One, che viene abbattuto nei cieli di Los Angeles. Nel videogame un eroe non muore mai e va così anche per David Petraeus. È in una comunicazione radio che possiamo ascoltare, ancora una volta, la sua voce. Sopravvissuto almeno in console.