Obama, il clintoniano

Con questo editoriale pubblicato ieri dal Wall Street Journal, Barack Obama ha di fatto inaugurato quella “svolta centrista” che molti analisti gli consigliavano di intraprendere dopo la batosta elettorale di novembre. Il suo blando executive order sulla necessità di allentare alcune eccessive regolamentazioni del mercato, che ricalca a grandi linee quello voluto da Bill Clinton nel settembre del 1993, è stato accolto con cauto ottimismo da alcune organizzazioni di imprenditori. E, come nota Walter Olson su Cato@Liberty, ha provocato lo scompiglio tra i commentatori liberal.

“Molti a sinistra inorridiscono – scrive Olson – proprio come fecero quando Bill Clinton iniziò a virare verso il centro dopo la sconfitta alle elezioni di midterm del 1994. Salon si lamenta che l’editoriale di Obama ‘suona come una lettera di scuse diretta alla comunità degli imprenditori’, mentre Rena Steinzor teme che questa mossa significhi un declino del peso che hanno fino ad oggi avuto nell’amministrazione alcuni regulatory ultras, come Margaret Hamburg (FDA), Lisa Jackson (EPA) e David Michaels (OSHA)”.

Se si tratta di una svolta reale, Obama ha imboccato la strada giusta per tentare la rielezione del 2012. Ed è naturale che la prospettiva di un secondo mandato “centrista”, magari con un Congresso interamente guidato dai repubblicani, sia vista come un incubo dall’ala sinistra del partito democratico. Resta, però, più di un dubbio. Poetica obamiana a parte, nell’editoriale pubblicato dal WSJ il presidente fa un solo esempio concreto di deregulation: l’esclusione della saccarina dalla lista dei prodotti considerati come rifiuti tossici da parte dell’EPA. Se si è trattato di una battuta di spirito, non ha fatto ridere nessuno.

Se a questo aggiungiamo che il 2010 appena concluso ha visto una  crescita spaventosa di regole e regolette che sembrano studiate all’unico scopo di complicare la già difficile vita delle imprese (non soltanto nel campo della sanità o della riforma finanziaria, ma soprattutto in quello della tutela ambientale), il beneficio del dubbio è d’obbligo. Abbiamo appena assistito alla nascita del “nuovo Obama” o siamo stati spettatori dell’ennesima messa in scena mediatica?