Scommettiamo?

Cose che magari non vogliono dire molto, ma potrebbe valere anche il contrario. È così capitato di ritrovarsi in una chat organizzata da un sito sportivo irlandese in vista della partita degli Azzurri sabato a Dublino per il 6 Nazioni. Piacevole conversazione con il giornalista dall’altra parte del computer: disquisizioni tecniche e tattiche. Ed infine la domanda: qual è il tuo pronostico? Nel rugby la faccenda è più complessa perché non basta accennare ad un risultato finale, solitamente infatti si parte considerando i punti che potrebbero separare le due squadre.

Ecco, magari non vuol dire granché, ma è il segnale che si è alle prese con un’altra cultura. In Italia prima di azzardare un pronostico si aggiunge “ma potrei sbagliarmi”, oppure “sai, è difficile”. O ancora: “Dico 2-0 però non escludo sorprese”. No, da Oltremanica hanno chiesto una roba schietta, senza aggiunte e fronzoli: d’accordo, gli interlocutori sono irlandesi, non britannici doc, ma sono così geograficamente contigui (e sono celtici come i gallesi e gli scozzesi) che i bookmaker li trovi ad ogni angolo di strada, per scommettere su qualsiasi cosa. La scommessa non vive senza pronostico: una volta a Cardiff è capitato di scommettere su chi avrebbe segnato la prima meta in un match tra il Galles e la Nuova Zelanda e per un passaggio non si è portata a casa una bella somma.

Dunque, tornando al punto di cui sopra: è cultura, non puoi farci nulla. Ci si sbilancia, si mette in conto di spararla grossa, di prendere male – anche parecchio – le misure, ma basta mostrare fiducia nei propri mezzi e allora poco importa: al più si ammette di aver cannato. O si passa a riscuotere il credito perché la self confidence conta, eccome, e quel risultato lo si azzecca senza affidarsi puramente al caso, ma da un ragionamento completo. I “potrei sbagliarmi”, “è difficile dirlo”, “non c’è da escludere l’eventualità che” sono di chi concerta, tentenna e dopo aver promesso per giorni, settimane, mesi o anni, si rimangia tutto. Sì, tipo le liberalizzazioni, il merito, la competizione. La storia la conosciamo già e il pronostico (si faranno o no? cambierà il sistema o rimarrà tutto uguale?) è scontato.

Ps: Cosa? Come finisce tra Irlanda e Italia? La risposta dopo la partita…