Emma

Per fortuna in Italia abbiamo gli attori. Non importa che molti di loro probabilmente non lavorerebbero nemmeno se non esistessero i contributi statali a fondo perduto – ma stavolta non si discute di sprechi e tagli. No, si parla di morale. Per fortuna, dicevamo, esistono gli attori in Italia che scendono in piazza o firmano manifesti per la dignità umana, la libertà di espressione, la difesa della cultura, per la moralità di una nazione andata a puttane. Sì, come il tremendo e sudicio Cavaliere di Arcore, con le sue ignobili gare di burlesque, il corpo mercificato delle donne, le televisioni Mediaset che rincoglioniscono la popolazione che così finisce per votare per a destra.

Gli attori, appunto. Dieci di loro hanno sfornato un nuovo appello perché al Quirinale, dopo Giorgio Napolitano, arrivi una donna: Emma Bonino (dov’era finita?): “La candidatura di Emma Bonino non è solo un cambiamento di ‘genere’ ma è il ripristino di meritocrazia e di distanza da giochi di Palazzo e interessi di partito. E’ un grande e coraggioso passo avanti verso la riconciliazione tra eletti ed elettori”. Pare che l’esponente radicale sia accreditata al momento di un  40% favorevole da parte degli italiani: il restante 60 deve appartenere alla categoria di quelli rincoglioniti da Mediaset, ma si possono sempre convertire, se non tutti almeno la metà o anche meno.

Ripristinare la meritocrazia, senza dubbio: Emma va premiata per quelle risate grasse che faceva di fronte ai vasi per le conserve riempite di feti abortiti illegalmente, operando con una pompa per la bicicletta. Così almeno questa menata della dignità ce la leviamo dalle scatole una volta per tutte. Per fortuna che esistono gli attori italiani.