Non esiste

Ai giudici italiani piace esprimersi e così parrebbe, secondo la Cassazione, che il concetto di matrimonio per come è conosciuto da sempre in Italia sia superato, in termini di differenze sessuali. La virtù mediatica delle toghe è risaputa: all’indomani del dibattito innescato dalla Corte di Strasburgo, sono intervenuti ad ampio raggio non tanto interpretando la legge, quanto esprimendo un’opinione personale. Dunque l’Italia si prepara ai matrimoni gay: in realtà, non accadrà per due motivi. Il primo: chiediamolo agli italiani se la differenza di sesso è un concetto superato e poi valutiamo il risultato. Il secondo: se l’esecutivo decidesse di percorrere questa strada, si ritroverebbe disoccupato nel giro di nemmeno una settimana.

Se ne fa un gran discutere anche in Gran Bretagna. Ad accendere la miccia fu mesi fa lo stesso Primo ministro David Cameron alla convention del partito conservatore, lo scorso autunno, quando nel suo intervento finale lasciò in coda questo messaggio: “A chiunque nutra delle riserve sul matrimonio gay dico questo: sì, è una questione di uguaglianza, ma anche di qualcos’altro: di impegno. I conservatori credono nei legami che ci tengono uniti; credono che la società è più forte quando promettiamo di badare l’un l’altro. Ecco perché non sostengo la necessità dei matrimoni gay ‘nonostante’ sia conservatore. Ma li supporto proprio in quanto conservatore”. Cameron è conservatore come la Fornero è la Thatcher d’Italia e si dimentica che, proprio in quanto conservatore, ci sono dei limiti naturali che un conservatore non si sognerebbe mai di porre in discussione.

Matrimonio. Deriva dal latino “matrimonium” (eppure a Eton dovrebbero insegnarla la lingua dell’impero…), l’unione dei due termini “mater” (madre) e “munus” (compito). L’equivalente al maschile, se vogliamo assecondare l’equità di Stato che detta legge da novembre nel nostro paese, era “patrimonium”: il compito della madre, attraverso il quale si rendevano legittimi i figli nati dall’unione di marito e moglie, e il compito del padre, che provvedeva al sostentamento della famiglia. Nulla accade per caso. Madre e padre ed è chiaro che di eterosessuali si sta parlando, dal momento che in natura non si è mai visto una donna partorire dopo aver copulato con un’altra donna. E i maschi non restano incinti. Ma l’omosessualità – ribattono – è diffusissima in natura. Sarà forse perché gli animali non vanno d’intelligenza, ma d’istinto, mentre all’essere umano è stata concessa la fortuna di discernere?

I gay lo pretendono il matrimonio: dicono sia un loro diritto. Dove sta scritto? Nemmeno nella Dichiarazioni universale dei diritti dell’uomo si fa accenno alla questione. “Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione”, vi si legge. Senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione, non di sesso. Tanto più che all’inizio si precisa che “uomini e donne in età adatta hanno il diritto d sposarsi e fondare una famiglia”. Famiglia che è “il nucleo naturale e fondamentale della società”: naturale. Papà, mamma, e figli. Non genitore A, genitore B ed elemento C.

Cameron non sgarra quando afferma che i conservatori (lui lo è a sua insaputa) “credono che la società sia più forte quando promettiamo di badare l’un l’altro”: per farlo però non è necessario sviare dal diritto naturale e imporsi, come Stato, il dovere di rendere legale qualcosa (il matrimonio) che può essere affrontato raggiungendo un accordo su altre forme, come il riconoscimento dei diritti di coppie omosessuali attraverso contratti privati tra le parti.

Se già è la tomba dell’amore, non facciamo in modo che il matrimonio si trasformi anche in quella della logica.